Fondo di garanzia per le compagnie aeree? Non se ne parla proprio.

Con una nota stampa diffusa nei giorni scorsi, la European Regional Airlines Association condivide la posizione di Iata sull’inutilità di un fondo di questo tipo, invocato da più parti e recentemente caldeggiato dalla stessa Ectaa, l’associazione europea delle adv e dei t.o., per tutelare i passeggeri aerei coinvolti nei fallimenti dei vettori.

Secondo i vertici dell’Eraa, «l’esiguità dei fallimenti degli ultimi anni e il numero irrisorio di passeggeri vittime di questi episodici crac, rispetto all’enorme volume di traffico generato ogni anno dalle compagnie aeree, non giustifica la creazione di un fondo di garanzia».

«I casi di bancarotta nel trasporto aereo, rappresentano un fenomeno molto dimensionato e un misura di questa portata sarebbe discriminatoria rispetto ad altre priorità del settore e finirebbe con il penalizzare i player finanziariamente più prudenti, provocando tra l’altro un rincaro delle tariffe, generando disagio ai passeggeri, e causerebbe anche una percezione distorsiva della competizione nel mercato», afferma Montserrat Barriga, direttore generale dell’associazione che raggruppa oltre 60 compagnie aeree regionali.

Dichiarazioni sibilline che di fatto rimandano la palla nel campo degli operatori turistici che, al contrario, sono già chiamati a sostenere i costi di un fondo di garanzia privato. Di certo queste posizioni ufficiali provocheranno una reazione delle associazioni di categoria che tutelano le adv e i t.o. che, al contrario, da tempo sostengono l’urgenza di un provvedimento Ue che imponga l’assunzione di responsabilità e quindi la dotazione di un paracadute assicurativo da parte dei vettori.